Dimagrire nel Sonno – Migliora il tuo Rapporto col Cibo

Prima di cominciare ad allenare il nostro cervello, abbiamo bisogno di approfondire i motivi per cui il cibo che la maggior parte di noi ingerisce ogni giorno ci fa ammalare e ingrassare, e il modo con cui il Brain Training insegnerà alla nostra mente ad amare gli alimenti naturali e sani, quei supercibi che ci aiuteranno a mantenerci magri, in salute e felici.

La storia di James

James venne da me con sua madre, aveva diciassette anni ed era già in sovrappeso. Era alto un metro e cinquantacinque e pesava centoventicinque chili; aveva una di quelle grosse pance che strabordano dai pantaloni, e aveva il fiatone solo per aver camminato fino al mio ufficio. Ma i veri motivi per cui venne da me erano i suoi mal di testa e il fatto che stava sveglio di notte ed era stanco durante il giorno, con il risultato di sonnecchiare a scuola. Controllai le sue abitudini alimentari e in apparenza non sembravano così cattive, finché non indagammo più a fondo. Iniziava la mattina con cereali di una nota marca e tanto latte; era un alimento ricco di fibre, certo, ma anche pieno di zuccheri. Poi durante la mattinata beveva un grosso bicchiere di succo d’arancia, molto zuccherato. Tre volte alla settimana mangiava un’abbondante colazione americana: frittata al formaggio con salsicce e porridge di mais. La merenda era costituita da una barretta di cereali (sempre di una nota marca), ricca sia di fibre che di zuccheri; spesso ne mangiava due o tre perché erano così piccole che non lo saziavano. A pranzo prendeva o un grosso e grasso panino al tacchino con maionese e cetrioli sottaceto o un sandwich con prosciutto e formaggio e una bibita non gassata ma zuccherata. Al pomeriggio mangiava altre due o tre barrette di cereali e beveva una bibita gassata (e piena di zucchero). A cena era la volta dei carboidrati, con un secondo a base di carne con contorno di verdura. Infine, prima di andare a letto beveva una cioccolata calda, a volte accompagnandola con uno spuntino. Secondo il calcolo che ho fatto fare da un nutrizionista, erano quasi quattromila calorie al giorno. Il suo consumo di zuccheri era esorbitante e soffriva di ipoglicemia e insulinoresistenza. La famiglia non aveva idea che la loro dieta, basata sulla pubblicità di cui erano imbevuti, li stava facendo ingrassare, uccidendoli giorno dopo giorno. E indovina un po’: l’intera famiglia era obesa. Di questo passo, James sarebbe diventato diabetico prima di compiere ventun anni. Il suo fegato era indebolito dagli attacchi degli zuccheri e delle sostanze chimiche contenute nel cibo che consumava, e questa era anche la causa del mal di testa. Ci vollero nove mesi per riportarlo al suo peso naturale e cambiare le sue abitudini alimentari. I mal di testa scomparvero dopo tre mesi di un nuovo tenore nutrizionale senza conservanti, e James migliorò progressivamente anche il sonno, man mano che perdeva peso.

Le dinamiche dell’industria alimentare

L’industria alimentare produce ormai prevalentemente prodotti chimici con scarso valore nutritivo, che destabilizzano il nostro equilibrio biochimico e ci rendono totalmente dipendenti da cibi dannosi. Le aziende investono miliardi in ricerche finalizzate a capire come renderci dipendenti da cibi e snack e si assicurano con il loro denaro i cervelli migliori per ingannare le nostre menti e farci piacere determinati composti chimici. Poi sfruttano la pubblicità in modo intelligente per ingannarci, ipnotizzarci e farci comprare i loro prodotti. Ci ritroviamo a combattere contro un mondo avido, capitalista, improntato al profitto a ogni costo, senza alcun rispetto per i clienti. La dipendenza dal cibo ci spinge al consumismo. La psicologia e il marketing sono alla base anche del modo in cui i prodotti vengono esposti al supermercato, con lo scopo di farci comprare più di quanto ci serva.

Siamo indotti a non ascoltare l’istinto

In quanto specie umana, abbiamo perso il contatto con l’istinto naturale che ci diceva cosa e quando mangiare, e siamo in balia degli squilibri chimici e degli alti livelli di zucchero nel sangue dovuti ai carboidrati raffinati e ad altri cibi trattati. Veniamo ingannati dal nostro stesso palato e cadiamo nella trappola dell’industria alimentare: mangiamo più di quanto sia salutare e ci nutriamo di cibi che a lungo termine sono deleteri per la nostra salute. I cibi migliori sono quelli meno trattati e meno chimicamente modificati. Più sono naturali, meglio è. È semplicissimo.

DNA: la genetica degli uomini delle caverne

Dobbiamo tenere presente che il nostro organismo non è geneticamente predisposto per gli alimenti chimici e trattati che ormai sono alla base della nostra alimentazione. Pur vivendo nell’era moderna, non ci siamo evoluti tanto rispetto ai cacciatori che eravamo non molto tempo fa nella storia del Pianeta. Da un punto di vista genetico, siamo praticamente identici ai nostri antenati che vagavano sulla Terra in cerca di cibo e riparo. Ingrassare è solo una delle conseguenze di questi prodotti geneticamente potenziati e chimicamente trattati. Gli altri effetti karmici di questi alimenti comprendono la degenerazione dell’organismo, l’artrite, il diabete, l’invecchiamento precoce, le malattie cardiache e molti altri disturbi fisici tipici del mondo moderno.

Perché sei grasso: vieni condizionato a mangiare cibo spazzatura

In media, ogni giorno veniamo esposti a quasi tremila messaggi pubblicitari. Le ricerche dimostrano che le immagini e le associazioni a cui queste pubblicità danno vita nella nostra mente sono molto più potenti di quanto pensiamo, influenzano il nostro comportamento e creano una serie di ricordi che restano nascosti nel nostro subconscio.

Come funziona?

“Qualsiasi esperto di marketing dirà che una campagna pubblicitaria di successo fa leva sulle emozioni e riesce a eludere il radar del pensiero critico” spiega Marion Nestle, autrice del libro rivoluzionario Food Politics. “Non dovremmo nemmeno accorgerci della pubblicità e infatti non lo facciamo, a meno che non la cerchiamo deliberatamente.”

Ancore

Lo scopo degli esperti di marketing è farci associare automaticamente il marchio che reclamizzano a sentimenti felici. In poche parole, ancorano i loro prodotti a una sensazione positiva, mettendo in relazione il marchio con le motivazioni umane di base, come il raggiungimento di un traguardo, le attività divertenti, il senso di possesso, la realizzazione personale e così via, il tutto con l’unico scopo d’incrementare le vendite.

Felicità, salute e allegria vendono

Nelle pubblicità ricorre sempre lo stesso scenario: il sole splende in cielo e persone attraenti, dal fisico tonico e perfetto, si divertono e ballano sulle note di canzoncine pop famosissime o motivetti che incitano ad “aprirti alla felicità” e vivere “la vita dei tuoi sogni”. Sai benissimo che è tutta finzione, ma ne subisci comunque il fascino. Magari ti scappa persino un sorriso, mentre inconsciamente ripensi a un momento in cui sei stato felice. È esattamente così che vogliono farti sentire i pubblicitari: vogliono che si crei un legame emotivo a livello inconscio con il loro prodotto. La prossima volta che berrai una certa bibita ripenserai alla sua pubblicità, il sistema di ricompensa cerebrale si attiverà e tu ti sentirai bene.

Una pubblicità efficace ti lascia credere di avere il controllo delle tue azioni

Una pubblicità efficace ti lascia credere che le tue reazioni siano del tutto razionali. Le aziende cercano di venderci i loro prodotti, noi assimiliamo le informazioni per quello che valgono e poi pensiamo di prendere una decisione con cognizione di causa. Le ricerche però raccontano una storia diversa. Le immagini e le associazioni a cui queste pubblicità danno vita nella nostra mente sono molto più potenti di quanto pensiamo. In molti casi contengono sottigliezze psicologiche che la gente non coglie a livello conscio.

Conquistarli fin da piccoli

I bambini sono più ricettivi ai messaggi pubblicitari. La loro mente è come una spugna, pronta ad assorbire qualsiasi informazione riceva. Gli esperti di marketing sfruttano questa età vulnerabile per sviluppare il cosiddetto brand imprinting, termine con cui gli psicologi designano il processo per cui un particolare marchio viene fissato nella rete di ricordi della mente attraverso un’esposizione ripetuta. Ogni anno, solo negli Stati Uniti, l’industria alimentare investe undici miliardi di dollari per assicurarsi che i nostri soldi vengano spesi per rimpinzarci. L’idea di regalare un gadget, come nel caso di una nota catena di fast food, è un gran bel modo di imprimere a vita un marchio nella mente dei più piccoli. La fedeltà a una marca può manifestarsi sin dall’età di due anni, quando i bambini cominciano a riconoscere e a sviluppare una preferenza per determinati personaggi familiari e imparano a identificare i prodotti sugli scaffali dei negozi e a chiederli chiamandoli per nome. Da ciò deriva il cosiddetto pester power, ovvero la capacità dei più piccoli di assillare i genitori affinché comprino i prodotti pubblicizzati. Spesso i marchi che ci vengono impressi da bambini ci accompagnano nell’età adulta.

Come un computer infettato da virus

Con il Brain Training, svuoteremo la tua mente da tutti i messaggi e i condizionamenti innestati nel subconscio, che spesso possono essere più dannosi delle abitudini sbagliate che hai assimilato dai tuoi genitori. A differenza che con un computer, non basterà una sola sessione per ripulirti la mente. Così come è stata necessaria un’esposizione prolungata per assorbire i messaggi, allo stesso modo il processo di pulizia richiede un certo periodo di tempo. Ecco il grande vantaggio del Brain Training rispetto alla normale ipnosi o alle altre terapie: la grande svolta consiste nello sfruttare le ore del sonno, quando la mente è del tutto aperta e non filtra i messaggi in entrata. Riprenderemo questo concetto nello specifico più avanti.

Riconquista il tuo cervello

Oggigiorno viene prodotta una vasta gamma di cibi molto gustosi, pieni di zuccheri, grassi e sale. Questi alimenti ingannano il centro cerebrale della ricompensa in modo da farci desiderare di mangiarli ancora. E li troviamo letteralmente dappertutto (alla cassa della tua caffetteria preferita, dal distributore di benzina…), costano poco e sono pronti da consumare. Quando siamo infatuati di questo tipo di cibi non siamo più attratti da alimenti naturali come la frutta. E in breve tempo il centro cerebrale della ricompensa (che produce la dopamina, sostanza chimica creata dal corpo che ci fa sentire bene) viene soggiogato. Non può gestire questa eccessiva stimolazione, e il nostro cervello è costretto a cambiare per adattarsi. Recenti studi finanziati dagli Istituti Nazionali di Sanità hanno dimostrato che le scansioni cerebrali dei cibo-dipendenti mostrano gli stessi cambiamenti e danni di quelli di un cocainomane. Il risultato è che abbiamo sempre più bisogno di questo cibo per stare bene e ci sentiamo costantemente affamati.

Come uscire dal ciclo di dipendenza

  1. Diventa consapevole di quello che accade. Non permettere a nessuno di infiltrarsi nella tua mente subconscia. Devi essere il solo a decidere con cosa vuoi che il tuo cervello sia programmato. Quindi non lasciare la tivù accesa in sottofondo tutto il giorno, fai attenzione a cosa le pubblicità stanno cercando di venderti (questo può essere un esercizio divertente e un’esperienza molto istruttiva), non credere a tutto ciò che viene detto, leggi gli ingredienti dell’alimento che stai mangiando e poi decidi cosa è meglio per te.
  2. Non fidarti delle invitanti etichette di presentazione del prodotto, leggi gli ingredienti sul retro. Ricorda che un esperto di marketing sa esattamente cosa scrivere sul prodotto per farti pensare che vada bene per te. Alcune delle loro espressioni preferite sono “fresco di fattoria”, “completamente naturale” e, da quando si parla molto di intolleranze alimentari, “senza glutine” o “senza grassi”. Ma molto spesso questi prodotti sono pieni di zuccheri fino all’orlo. È una semplice regola empirica: se togli qualcosa da un cibo naturale devi metterci qualcos’altro perché abbia ancora un buon sapore.
  3. Impara a riconoscere questi cibi dannosi. Perdi progressivamente l’abitudine di consumarli e rieduca il tuo palato ad apprezzare gli alimenti naturali. Puoi riparare il danno creato nel tuo cervello. Ogni volta che mediti e alleni la tua mente, stai in effetti rafforzando le cellule cerebrali e aiutando a riparare il cervello.

Condiziona il tuo cervello a mangiare meno

Puoi riuscire a condizionare la tua mente a mangiare meno anche seguendo le linee guida e fare tutto da solo, senza ascoltare il programma audio. Il procedimento probabilmente sarà più lungo e difficoltoso perché non ti avvarrai del Brain Training nel sonno, che accelera di molto gli effetti del programma. Ma anche in questo caso, il metodo si rivelerà molto efficace e ti aiuterà a recuperare gli schemi comportamentali di chi è magro di natura. Il tasso di successo è superiore al 50 per cento, quindi si tratta di una buona alternativa all’ascolto del programma. Richiede un po’ più di disciplina, ma si può fare senza problemi ed è una valida alternativa alle diete del momento che sul lungo termine non funzionano. Studiando le persone che sono riuscite a perdere peso e a non riprenderlo, abbiamo scoperto che il merito non è mai di una dieta, ma di un diverso stile di vita. Ed è proprio questo che le nostre linee guida t’insegneranno. Quello che vogliamo dire è che, nonostante il bendaggio gastrico virtuale renda le cose più semplici, puoi farcela anche senza.



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